
Roberto Costa
Roberto Costa nasce a Milano il 7 agosto del 1963. Sposato e padre di due figli.
Diplomatosi in Chimica industriale nel 1982, dopo l'anno di leva entra in Eni, dove lavora tuttora.
È iscritto all'Associazione Culturale La Rima, di Casalpusterlengo (LO) e all'Associazione Amici della Basilicata in Lombardia. È Consigliere Comunale a Vizzolo Predabissi.
Costa inizia a scrivere a fine anni '70, quando, la Professoressa di Lettere Rosa Ottaviano Totaro, legge un suo tema ma non lo corregge, incoraggiando Costa nel continuare a scrivere.
Dopo aver conseguito la Maturità, sono gli anni del servizio militare e delle missioni e contratti all'estero con Eni che ampliano gli orizzonti al giovane, il quale, qualche anno dopo, inizia a scrivere dei suoi viaggi e dei profumi, usi e costumi delle genti dei luoghi che egli ha frequentato (e che ancora frequenta). La sua penna scrive di tutto: amore, gioia, guerra, pace, di bimbi felici e di chi non c'è più. Della natura (dis)umana, delle donne che si sacrificano, che si immolano. Tuttavia Costa, tenacemente cerca di dare un senso del nostro passaggio (perché tutti siamo di passaggio) su questa terra. Ma oltre a testimoniare del chi eravamo e di come siamo diventati, Roberto Costa trova un pertugio, un angolo di quiete (ricordiamo che si definisce "Poeta inquieto"), dove recuperare le forze mentali e fisiche per poter andare avanti nel suo cammino osservando, raccontando e talvolta condividendo momenti di pace con persone semplici, che hanno poco ma che hanno tutto e quel "tutto" sono i loro sorrisi che riempiono la Vita di Speranza.
OPERE

Roberto Costa
"YEAH!!!" Pensieri e versi di un cammello turkmeno (che comunque è un dromedario)
"L'inquieto” doc Roberto Costa torna nella collana Trasversalia con una nuova raccolta poetica. La sua voce si distingue ancora una volta per un tono ironico e dissacrante, forte e irriducibile. Come nella lezione pirandelliana di "Uno, nessuno e centomila", i suoi versi si aprono a infinite prospettive: leggerli al mattino o alla sera restituisce significati opposti e complementari. Da ogni verso germogliano nuove diramazioni di senso in cui il lettore trova rifugio e conforto.
Nata durante un soggiorno lavorativo in Turkmenistan, la silloge pone l'uomo di fronte a se stesso attraverso lo specchio di una natura remota ma intimamente universale. Nella solitudine di paesaggi sconfinati emerge l'urgenza liberatoria del viaggio, capace di trasformare chi lo compie. Costa si conferma un osservatore acuto e sornione, animato da una passione profonda che attraversa nostalgia, riflessione e slanci vitali.
Il cammello, figura centrale e filo conduttore dell'opera, diventa l'alter ego dell'autore stesso: un tramite proiettato verso il futuro, teso a sollecitare la coscienza umana al confronto, al riscatto e alla pace autentica. In un’epoca frammentata, la sua poesia invita a una riconciliazione universale, sintetizzata nei versi finali: "Quando il Tempo sarà, / qualcuno farà il download / delle immagini del mondo / mio / e dell’altro me".
CITAZIONE
“Scrivete! Chi non scrive il presente, dimenticherà il passato.”
Roberto Costa
